martedì 29 novembre 2016

Parola di Geco (n°08 - dicembre 2016)



A cura di Cristiano Pellizzaro
latanadeigechi.blogspot.com
www.radiocitytrieste.it (giovedì ore 13.00)

Free Radio AM fr: 1475 (ogni sabato ore 10.00)

In questo mese di festeggiamenti e regali, voglio farvene alcuni che spero vi piacciano.
Vi svelerò alcune tecniche adoperate per la registrazione dei suoni in ambito discografico ma utilizzate anche nel cinema e nell'effettistica sonora. Iniziamo quindi parlando di ricerca e di perfezione, una continua evoluzione con lo scopo di poter coinvolgere l’ascoltatore il più possibile con suoni sempre più reali. Questa avventura, che vede impegnati a tempo pieno il mondo del cinema e dei videogiochi, è iniziata tanti anni fa con la stereofonia per arrivare sino alle odierne tecniche 3D, che si basano sul sistema HRTF. Tale metodo tiene in considerazione il fatto che ogni ascoltatore localizza il suono in maniera personale basandosi anche sulla forma della testa e sulla configurazione e posizionamento del proprio orecchio. A livello pratico per poter effettuare questo tipo di registrazioni chiamate Binaurali, si utilizzano degli appositi manichini con dei microfoni posizionati al posto dei timpani delle orecchie riuscendo ad ottenere degli ottimi risultati molto realistici. Se cercate qualcosa in rete e trovate dei file di ascolto non scordate di ascoltarli in cuffia. Proseguendo su questo argomento molto impegnativo, andrebbe approfondita anche la conoscenza della tecnologia Holofonics di Hugo Zuccarelli, personaggio noto nell’ambito della ricerca sonora per la sua interessante tesi sull’evoluzione dell’orecchio umano. Con questa tesi sono stati messi in discussione i metodi moderni per le registrazioni ad alta fedeltà, sostenendo che l’udito degli esseri umani si è sviluppato secondo le esigenze di sopravvivenza degli ominidi, in modo da poter percepire e localizzare un suono anche con un orecchio solamente. Sulla base di questo concetto Zuccarelli afferma che il nostro orecchio non è predisposto per l’ascolto della musica o dei discorsi tra persone e che quindi i suoni registrati e riprodotti ad alta fedeltà come quelli degli home video o dei videogiochi, non otterranno mai un certo realismo. www.acousticintegrity.com
A dimostrazione di quanto sostenuto, oltre a proseguire su questa sua strada “controcorrente”, Zuccarelli ha creato un complicato orecchio artificiale, in grado di riprodurre questo meccanismo, e ha dato vita al sistema di registrazione Holofonica, in seguito brevettato ma non del tutto svelata.
In molti ritengono che questo sistema holofonico abbia qualcosa di più rispetto agli altri sistemi di registrazione, anche se scientificamente non è stato dimostrato, ma intanto Zuccarelli e la sua teoria hanno varcato la soglia del mondo della cinematografia e della musica. The Final Cut dei Pink Floyd è stato registrato con questo sistema. Non ci credete? Date un occhiata alle note di copertina.
Andiamo a visitare adesso www.toomuchfuture.de il sito dedicato alla cultura e movimento punk della DDR. Davvero interessante e ben curato, lo apprezzerete anche se lo visiterete solamente per curiosità. E per restare in tema di Punk: RAMONES MUSEUM BERLIN. Nella capitale tedesca, nel cuore della città dietro all’isola dei musei, un appassionato sfegatato del gruppo punk americano ha messo in mostra tutto ciò che ha raccolto in chissà quanto tempo. Magliette, poster di concerti provenienti da diverse parti, cartoline, vinili, oggetti privati autografati, fotografie dell’album privato di famiglia di Johnny Ramone e addirittura una sua chitarra. In uno stanzino si proiettano ininterrottamente filmati della band. Insomma, se passate dalle parti di Berlino, anche se non siete appassionati del punk o dello storico gruppo americano, andateci perché ne vale la pena (www.ramonesmuseum.com).
Ora ancora una sorpresa e non vi dirò nulla di più se non i titoli degli argomenti da cercare prima su Facebook e poi in rete, La Neo Wave Sono Io! e radioatlanride.it. Un'idea ve la sarete già fatta con questi due indizi vero? Buon ascolto.

Dilapidare i propri denari alla ricerca di preziosi vinili d’epoca, è il nome di un gruppo formatosi ovviamente su Facebook e chiaramente dedicato ai vinilomani. Consigli, discussioni, note sull’utilizzo dei giradischi (per i meno esperti), e informazioni condivise tra gli utenti a riguardo di storici lavori. Attenzione però perché come recita lo slogan, questo gruppo è solo per veri sniffatori di vinile.
Chiusura dedicata al Sassofono questo mese e lo facciamo sia parlando di un grande sassofonista che dello strumento stesso. John Zorn. Musicista, compositore, esploratore. Un interessante libro scritto da Maurizio Principato ed edito da Auditorium, racconta l’artista newyorkese sotto diversi punti di vista. Essenziale per conoscere e capire un grande artista dall’immensa discografia. E poi Sax appeal, il sassofono nel jazz di Paolo Corradori (edizioni Effequ). Il posto di tutto rispetto che questo strumento si è guadagnato nel jazz, il salotto dove potersi accomodare e ritagliarsi uno spazio vasto per entrare nella leggenda.

domenica 30 ottobre 2016

Parola di Geco (n°07 - novembre 2016)



A cura di Cristiano Pellizzaro
latanadeigechi.blogspot.com
www.radiocitytrieste.it (giovedì ore 13.00)
Free Radio AM fr: 1475 (ogni sabato ore 10.00)

Parola di Geco vi saluta con un argomento inconsueto questo mese e lo fa parlando di riproduzioni, statuette e modellini di artisti e volti musicali. Chi per collezione, chi per abbellimento di una stanza e chi invece per passione sfrenata verso i propri idoli non manca di avere in casa qualche riproduzione in scala, apprezzerà sicuramente www.knucklebonz.com. Numerose statuette riproducono innumerevoli nomi della scena rock ritratti nelle classiche pose in cui siamo abituati a vederli.
Decisamente tutto un altro tipo di prodotto, le riproduzioni dei Daft Punk affidate tre anni fa oramai alla nipponica Bandai Tamashii Nations. Tutto curato nei minimi particolari, dai caschi alle articolazioni snodabili in modo da far assumere svariate pose ai modellini. In dotazione c'erano anche sette paia di mani intercambiabili. Qualcosa in rete dovreste riuscire a trovare ancora. Attenzione perché non solo i costi non erano uno scherzo, ma di questi due modellini, se ne potevano ordinare uno solo alla volta.
Parliamo di Ocarine adesso. Sapevate che la cittadina emiliana di Budrio vanta una tradizione mondiale per quanto riguarda questo strumento? E c’è pure un museo a Budrio. E sapevate che sempre a Budrio ogni anno c’è il festival dell’ocarina (ocarinafestival.it)? Mai sentiti gli Ocarina Ensamble? Sapevate che Burt Lancuster durante le riprese del film Novecento ha voluto andare a Budrio proprio per questo motivo e che da Budrio proviene l’ocarina usata da Simon Le Bon nel brano The Chauffeur? www.ocarina.it e comune.budrio.bo.it.
Spesso si sente parlare di bootleg, una registrazione pirata pubblicata non dalla casa discografica ufficiale ma da piccole etichette non autorizzate o addirittura da privati e poi messa in circolazione tramite canali non ufficiali, collezionisti, ricercatori e appassionati. Molte volte si tratta di registrazioni effettuate dal pubblico e se non ci sono ritocchi, la qualità può essere pessima. In altri casi ma ben più rari invece le registrazioni sono effettuate direttamente dal banco del mixer e quindi sono pressoché ottime. Si sa di bootleg molto ricercati che valgono una fortuna e che nel corso degli anni sono entrati nella leggenda, per alcuni di questi gli artisti e le case discografiche decidono di stamparli ufficialmente come è stato fatto per il “Live in Santa Monica ‘72” di David Bowie del tour di Ziggy Stardust. All’epoca la serata fu trasmessa dalla celebre radio KMET di Los Angeles. Chi si trova in possesso del bootleg originale non deve aver paura di vedersi svalutare il proprio gioiello, che in questi casi aumenta inevitabilmente di valore tanta è stata la fama della registrazione che girava solamente in versione non autorizzata.
Per non abbandonare l’argomento dei bootleg, on line ho trovato qualcosa riguardante Lou Reed. Bootblogger-lyoko.blogspot.it, opera titanica di un blogger, che tratta di tutti i bootlegs dell’artista scomparso. Completo e preciso, deve essere costato una notevole fatica realizzarlo. Davvero un gran tributo a Lou Reed.
Siete già con la testa ai live che i Depeche Mode terranno l'anno prossimo? Allora iniziate ad imparare e memoria i testi delle canzoni in modo da cantarle a squarcia gola ai concerti. La pagina web che fa per voi è sukkology.net/tnt/, sito amatoriale che vi offre tutti i testi con traduzione e nel pieno rispetto del copyright degli autori. Il lavoro svolto dal suo ideatore è talmente curato, ordinato e preciso che mi sembrava interessante segnalarvelo. Nelle note della home page s’invitano i visitatori a collaborare integrando con traduzioni in altre lingue e testi di altri artisti. Lo stesso sito ospita già una sezione dedicata ai Cure.


domenica 2 ottobre 2016

Parola di Geco (n° 06 - ottobre 2016)





A cura di Cristiano Pellizzaro
latanadeigechi.blogspot.com
www.radiocitytrieste.it (ogni giovedì alle ore 13.00)
Free Radio AM fr.: 1475 (ogni sabato alle ore 10.00)


A metà del mese scorso, in occasione dei concerti italiani della band inglese The Who che non passava nel nostro paese dal 2007, scartabellando nei miei archivi ho trovato alcuni articoli di un po’ di anni fa che li riguardavano per due iniziative curiose che ho pensato bene di raccontarvi. La celebre band oramai composta solamente da Roger Daltrey e Pete Townshend, nel 2013 in occasione del tour negli Stati Uniti è stata protagonista di un’iniziativa benefica a Providence nel New England, città dove ritornavano dopo l’annullamento del concerto del 1979. In quell’occasione le forze dell’ordine decisero di annullare l’evento per motivi di ordine pubblico, ma in questa nuova occasione invece il concerto non solo si è svolto regolarmente, ma gli organizzatori decisero di regalare l’ingresso a chi si fosse presentato alla cassa con il tagliando autentico di trentatré anni prima. Il biglietto originale del concerto del 1979 sarebbe stato messo all’asta e i ricavati dati in beneficenza. La seconda invece risale a dieci anni fa in Germania, quando il tour fece tappa ad Hannover. Per quell’occasione la nota marca automobilistica della Volkswagen, volendo celebrare il VW Bus mitico pulmino in voga tra gli anni ’60 e ’70, decise di organizzare un concerto degli Who offrendo l’entrata gratuita a tutti quelli che si sarebbero presentati a bordo dello storico furgoncino. Tutti gli altri avrebbero potuto godersi lo spettacolo da un maxischermo posto all’esterno dell’area dello spettacolo.
Più semplice da realizzare rispetto alle percussioni artigianali che vi ho presentato il mese scorso, il Flexatone, brevettato negli anni ‘20 nel Regno Unito e adoperato da band e compositori più di quanto si possa immaginare, è uno strumento utilizzato per la creazione di effetti sonori speciali anche nel cinema. Lo potete realizzare pure voi senza essere troppo pratici nei lavori manuali. Volete una conferma di quanto vi sto dicendo? Seguendo le indicazioni del filmato Do it yourself Flexatone postato su Youtube e vedrete che non vi prendo in giro.
Rimanendo sempre connessi al canale del tubo già che ci siete e gustatevi qualche filmato dei Blue Man Group. Qualcuno se li ricorderà per averli visti partecipare a diversi spot pubblicitari di alcuni anni fa. Stiamo parlando di un simpatico collettivo teatrale fondato sul finire degli anni ’80, che rivisita celebri brani rock con attrezzi e metodi non tradizionali. Rari purtroppo i loro spettacoli live in Europa. Per ogni informazione visitate il sito ufficiale www.blueman.com
Se siete musicisti indipendenti il libro che vi segnalo adesso farà sicuramente al caso vostro. Tutte le dritte, le informazioni e gli escamotage necessari per divulgare la vostra musica li trovate nella pubblicazione Rock In Progress - Promuovere, distribuire, far conoscere la vostra musica". Autore Daniele Coluzzi, edizioni  Effequ. I migliori nomi della scena indipendente italiana hanno prestato la loro esperienza all’autore per poter realizzare questo testo, svelando per voi i loro segreti e consigli per come muoversi e realizzare il vostro progetto. effequ.it.
Questo mese in chiusura di rubrica vado a trattare un argomento a me caro, i Doors, una delle mie band preferite. A tal proposito vi parlerò di quella che negli ultimi anni è diventata una moda nel mondo del turismo musicale, ovvero i viaggi a tema seguendo degli itinerari delle Star, con la sola differenza che in questo caso trattasi di qualcuno che in questo ambito si era mosso già diversi anni fa. Ricerca, passione e sacrificio sono stati i punti di forza che hanno permesso a Rainer Moddeman di poter raggiungere un obbiettivo che gli è valsa la soddisfazione di tutta una vita: diventare uno dei maggiori conoscitori al mondo del mito dei Doors. Il suo nome non vi dirà nulla, ma tra i ringraziamenti del libro Jim Morrison e i Doors On The Road, oppure tra i crediti del documentario The Doors in Europe, troverete pure lui. Cercatelo su di un motore di ricerca oppure digitate Doors Quarterly, il sito da lui diretto, potrete leggere diverse informazioni che non sono le solite baggianate dalle quali siamo oramai assuefatti. Troverete un interessante resoconto dei Doors a Francoforte nel 1968, personaggi sempre rimasti dietro le quinte, molte curiosità e gli itinerari “storici” per chi volesse andare in pellegrinaggio a Los Angeles o Parigi. Non sarà il sito esteticamente più bello che possiate visitare, ma vi assicuro che ne vale la pena e soprattutto vi assicuro che Rainer esiste veramente.


mercoledì 31 agosto 2016

Parola di Geco (n° 05 - settembre 2016)

A cura di Cristiano Pellizzaro
latanadeigechi.blogspot.com
www.radiocitytrieste.it (ogni giovedì alle ore 13.00)

Di ritorno dalle vacanze già da un po' di tempo, con il mese di settembre siamo pronti a continuare con il nostro viaggio lungo i sentieri poco battuti della nostra amata musica.
Un argomento che vorrei trattare in apertura questa volta riguarda la Rock and Roll Hall of Fame, il tempio della musica dove gli artisti vengono accolti con cerimonia ufficiale venticinque anni dopo la pubblicazione della loro prima incisione discografica. Anche un semplice appassionato però può accedere all’Olimpo musicale contribuendo all’arricchimento dei loro archivi. Se siete collezionisti o possedete una notevole quantità di materiale interessante e temete per il destino dei vostri gioielli, potete decidere di donarlo per questa vasta raccolta che stanno meticolosamente mettendo assieme. Gli interessati possono visitare il sito rockhall.com e alla sezione Library and Archives, informarsi e conoscere meglio l’obbiettivo della missione dello staff guidato da Andy Leach.
Batteristi e percussionisti ai quali non spaventa il fai da te, ora scrivo per voi. Digitate su Google “lukarocco the drum club” e accedete al primo link della lista. Apprezzerete le istruzioni che questa pagina web vi fornisce per fabbricare alcuni strumenti in modo semplice e risparmiando, utilizzando anche materiali musicalmente poco convenzionali. Quindi adesso raccogliete tutte le informazioni e i materiali necessari che il divertimento non mancherà di certo.
Rimanendo in tema di strumentazione vi siete mai chiesti come vengono prodotte certe sonorità nei film dell’orrore? Uno strumento chiamato Waterphone, che solo a vederlo vi turberà, è un aggeggio metallico da suonare in svariati modi. Waterhpone.com è il sito dedicato a questo curioso strumento inventato e realizzato da Richard Waters, così come altri oggetti musicali che troverete sullo stesso sito.
Proseguendo con il tema dei musei musicali iniziato il mese scorso, questa volta andiamo a Bruxelles capitale del Belgio, patria di Django Reinhardt e Adolphe Sax inventore dell’omonimo strumento. Il Museè des Instruments de musique, ospitato in un palazzo Art Nouveau le cui ringhiere rappresentano dei pentagrammi con tanto di note, mette in mostra in tutta la sua bellezza una vasta raccolta di strumenti musicali provenienti da tutto il mondo e ripartita su quattro piani. Assenti le solite didascalie dalle teche espositive, ad accompagnarvi ci penserà un audio guida di sola musica che cambierà tema automaticamente davanti ad ogni strumento grazie ad un sistema infrarossi. Sorprendente lo spazio dedicato alla vasta raccolta strumentale della famiglia delle cornamuse e zampogne. Interessante la sezione dedicata agli strumenti del 1900. Ricca la raccolta dei sassofoni, alcuni dalle forme bizzarre, che circondano una copia dello storico brevetto del 1846. mim.fgov.be
Se volete fare un bel regalo a qualcuno allora eccovi un sito dedicato alle immagini da appendere al muro: allposter.it. Nella sezione musica ricercate ciò che più vi piace. Certe immagini sono veri scatti d’autore e quindi non il solito poster da cameretta. Trovate pure riproduzioni di placcati originali di concerti d’epoca. Davvero un’idea per un regalo originale come vi ho accennato poc'anzi.

domenica 31 luglio 2016

Parola di Geco (n° 04 - agosto 2016)




A cura di Cristiano Pellizzaro
latanadeigechi.blogspot.com
www.radiocitytrieste.it (ogni giovedì alle ore 13.00)

Anche nel mese di agosto Parola di Geco vi tiene compagnia e pensa a trovare per voi qualcosa di interessante per il periodo delle vacanze, decidendo di aprire questo appuntamento con la tecnologia e un argomento che ha stuzzicato la mia curiosità. Gli amanti e gli esperti del settore forse mi diranno di aver scoperto l’acqua calda, ma Reactable mi ha lasciato a bocca aperta e con tanta voglia di saperne di più sul suo conto. In rete non vi sarà difficile trovare delle informazioni interessanti a riguardo. Diversi video su Youtube vi faranno capire di cosa sto parlando e come funziona Reactable che a prima vista potrebbe sembrare un vivace gioco da tavolo. Sì ci si diverte, ma rimane comunque uno strumento per fare musica.
Chissà in quanti di voi saranno in possesso di un account su Youtube o altri servizi simili, e chissà quante volte avrete caricato un filmato fatto da voi ad un concerto. Ora però sarei curioso di sapere a quanti di voi almeno una volta uno di questi filmati è stato bloccato perché non autorizzato. Ci sono dei servizi appositi per questo tipo di cose, per scovare immagini, musica e video coperti da diritti di autore. Uno dei primi e dei più noti per questo tipo di servizi è stato Web Sheriff, creato appositamente per questo genere di cose. Il guardiano dei diritti d’autore in rete, sta dando noie alla gente mentre il portafogli del suo ideatore John Giacobbi si riempie. Sì, perché sono moltissimi gli artisti e non solo, che si sono rivolti a lui per stanare i “pirati”della loro immagine e delle loro creazioni. Il servizio funziona così: l’artista assolda lo sceriffo che scova il materiale, entra nell’account, blocca il file, e il sito dove era stato postato invia una mail di avvenuta rimozione al trasgressore, completa di elenco dei rischi penali ai quali vai incontro. www.websheriff.com, e mi viene in mente una canzone di un pochi di anni fa…I shot the sheriff
Facciamo adesso un viaggio a Stoccolma capitale della Svezia. Nel quartiere di Ostermalm, al numero 2 di Sibyllegatan si trova il Museo della Musica e del Teatro (Musikochteatermuseet.se). Qui la regola del “guardare ma non toccare”, vale solo in alcuni casi. Gran parte degli strumenti è a completa disposizione dei visitatori assieme a diverse postazioni d’ascolto; strumenti etnici, classici, moderni, Rock e multimediali. Alcuni di questi realizzati con oggetti impensabili o riciclati, che assemblati formano curiosi strumenti dalle forme improbabili. Il rinnovamento di alcuni anni fa prevedeva il trasloco dei locali dedicati al Rock scandinavo, in altra sede definitiva sempre a Stoccolma per la creazione della Music Hall of Fame della Svezia, terzo esportatore di musica al mondo. Una galleria apposita adesso raccoglie cimeli e documenti delle numerose star vichinghe che hanno invaso il pianeta. Ovviamente non poteva mancare una sezione tutta dedicata alla band più popolare della Scandinavia, gli Abba (www.abbathemuseum.com).
Giunti in chiusura anche questa volta, l’ultimo argomento di questo mese riprende quanto vi avevo accennato l’altra puntata al termine della terza parte de I Signori della dancefloor, ovvero il format televisivo BalconyTV. Di che cosa stiamo parlando lo scoprirete visitando il sito www.balconytv.com. Tutto è nato da un’idea partita da Dublino in Irlanda nel 2006, e da allora il mondo intero è stato contagiato. Numerosi staff formati appositamente in diverse città di moltissimi paesi, hanno scelto di aggregarsi a questo progetto che ha lo scopo di dare visibilità ai talenti locali mediante interviste ed esibizioni live che si svolgono proprio sui balconi cittadini con la vista più bella. Il tutto viene ripreso proprio come una partecipazione ad un programma televisivo e mandato in onda a puntate sul sito ufficiale. Cercate dunque balconytv.com e gustatevi quanto già prodotto dalla squadra della nostra città. Ma l’invito a scartabellare quanto in archivio vale anche per le produzioni delle altre città del mondo che fanno parte di questa famiglia.


venerdì 1 luglio 2016

Parola di Geco (n° 03 - luglio 2016)






a cura di Cristiano Pellizzaro
www.radiocitytrieste.it (ogni giovedì alle ore 13.00)


Siamo a luglio cari amici e giunti al terzo appuntamento con Parola di Geco e con una serie di argomenti scelti per voi per placare la vostra sete musicale.
Partiamo con il promemoria di un concerto che si terrà a breve nella nostra città. Non scordate che il 26 luglio, e manca poco, in Piazza Unità a Trieste farà tappa il Book of Souls Tour degli Iron Maiden. Scommetto siete già pronti e carichi come non mai. Se volete essere ancor più pronti all'evento allora vi consiglio la lettura di Iron Maiden dalla A alla Z (edizioni Tsunami), un testo scritto a quattro mani da Cristiano Canali e Marco Gamba, due scafati ed esperti conoscitori della band che possono vantare articoli, recensioni e anche altri libri già dedicati alla storica formazione inglese.
Guardate che cosa ho trovato mentre bighellonavo in rete, come costruirsi un Hank Drum da una bombola di gas. Sarà divertente ma soprattutto economico. Digitate “hank drum from propane tank”, e tra video e siti vedrete cosa salta fuori. Se poi volete mettere in pratica quanto indicato dalle istruzioni, state attenti a non saltare voi stessi in aria dato che dovrete maneggiare una bombola di gas per fabbricarvi lo strumento.
Passiamo ora invece all'argomento principale con il quale già nei mesi scorsi vi avevo presentato i Dj di casa nostra. Volge al termine questo mese I signori della Dancefloor che si congeda da voi regalandovi atmosfere e sogni da film assieme a Luca Bitti, uno che vive a suon di Beat e Rock ‘n’ Roll. Non a caso Jack Rabbit Slim è il suo nome d’arte alle serate vintage da lui capitanate e che sa infiammare quando al clou della festa lancia il brano Se bruciasse le città di Massimo Ranieri. Oggi più che mai questa moda del ritorno al passato è un’ottima opportunità per Luca di dimostrare l’affetto che nutre verso questi generi. Sin da bambino amava Elvis, Eddie Cochran e Chuck Berry che ascoltava dai dischi della mamma, oltre agli eroi di allora di casa nostra. Le sue selezioni musicali fanno ballare forte alle feste e non c’è stato locale di Trieste che non abbia fatto il pienone con i suoi dj set che inducono a cantare a squarcia gola. Luca è uno che ha creduto nei propri sogni sino a concretizzarli, ha fondato gli HardLemonade (super cover band composta dai migliori musicisti triestini) che rivisitano brani di Italian Beat in chiave Swing, Rockabilly e Surf, e chissà, forse un giorno suonerà al famoso festival Summer Jamboree di Senigallia, dove un po’ di anni fa ha capito quale fosse la sua strada. Una leggenda cittadina vivente quindi, che tra le altre cose è nota anche per essere il presentatore ufficiale del format televisivo Balcony TV. Di questo però ne parliamo il mese prossimo.
Prima di chiudere vorrei presentarvi una rivista musicale. ExitWell è un magazine bimestrale nazionale a distribuzione gratuita e lo potete trovate anche in alcuni esercizi commerciali della nostra città, o in alternativa scaricarlo dal sito www.exitwell.com. In trenta pagine pubblicate ad ogni numero, vengono trattati svariati argomenti e per tutti i gusti, approfondendo interessanti tematiche attuali che non sempre tutti gli editori prendono in considerazione. Ve lo consiglio, perchè come dice il titolo in copertina: ExitWell Magazine, per chi la musica la fa, l'ascolta e la vive.




giovedì 2 giugno 2016

Parola di Geco (n° 02 - giugno 2016)


a cura di Cristiano Pellizzaro
www.radiocitytrieste.it (ogni giovedì alle ore 13.00)


Ben ritrovati cari amici e benvenuti al secondo appuntamento di Parola di Geco, la rubrica mensile che vi racconta tutto quello che riguarda la musica e che solitamente passa inosservato.
Alcuni mesi fa mi è stato chiesto da un appassionato di Patti Smith, di poterlo aiutare nel capire chi fosse il fotografo che durante il concerto del primo agosto di un anno fa a Villa Manin, per tutta la durate dello spettacolo ha presenziato sul palco e fotografato l’intera esibizione. La curiosità sorgeva non solo dalla posizione privilegiata per la realizzazione degli scatti, ma anche perché era l’unico fotoreporter rimasto dopo i tempi solitamente concessi agli altri suoi colleghi. Gli esiti delle mie ricerche hanno svelato l’identità di un personaggio davvero interessante, un professionista del settore invitato quella sera dalla stessa Smith. Si tratta di Roberto Villa, storica figura milanese della fotografia che nel corso della sua carriera ha potuto fotografare di persona anche Pasolini, e alcuni suoi scatti sono esposti al Centro Studi Pasolini di Casarsa. Un’ospite speciale per la Smith, nota appassionata pasoliniana che ha voluto dedicare la serata di Codroipo al maestro friulano intitolando il suo concerto “Concert for Pasolini”, come recitava anche il poster dell'evento. Proprio per quest’occasione Patti Smith ha voluto Roberto Villa sul palco con lei, concedendogli il privilegio di un pass speciale ed esclusivo solo per lui.
Il ritorno del vinile da alcuni anni a questa parte ha ovviamente rimesso in moto il mercato del giradischi, senza il quale i nostri amati oggetti musicali circolari non possono venir ascoltati. Le case produttrici hanno iniziato a produrne di nuovi e hanno ripreso in mano vecchi modelli riproponendoli con nuovi design anche con l’aggiunta di dispositivi tecnologici che riversano in formato digitale quanto ti permettono di ascoltare. Ora il mercato però non solo dispone di questi strumenti apparsi nuovamente sulla scena, ma addirittura agli amanti del gusto vintage vengono offerti articoli riprodotti fedelmente a quelli di un tempo che sembrano usciti da vecchi film in bianco e nero oppure da qualche vecchio salotto di mezzo secolo fa. Come se non bastasse a qualcuno è venuta addirittura l’idea di produrre un giradischi con il piatto verticale. Modelli e prezzi disponibili in rete per tutti i gusti e portafogli.
Riprendiamo con il nostro viaggio a puntate tra i dj triestini. Questa volta in chiusura di appuntamento torniamo a parlare dei “Signori della dancefloor”, ovvero coloro che ci fanno ballare o comunque passare delle belle serate sulle note della nostra musica preferita.
Figura di riferimento nelle serate triestine, legato anche alla trasmissione Sadik Fashion condotta assieme ad Andrea Milia su Radio Fragola, il nome di Fish J è sulla bocca di tutti gli amanti della buona musica, soprattutto se si tratta di Dark e New Wave. Tutto è cominciato in una piovosa giornata degli anni ’80 a Perugia, dove il nostro protagonista è rimasto folgorato da questi due generi musicali scoperti per caso in un negozio di vinili dentro del quale aveva cercato riparo. Da quel momento una costante e irrefrenabile ricerca di soli dischi è stata lo sfogo della passione di Fish J per la musica, fino a che su suggerimento di un amico abbagliato dalla bellezza degli innumerevoli titoli della sua vasta raccolta, ha deciso di fare il grande passo verso la consolle. Dario Pesce, così all’anagrafe, è uno che prepara minuziosamente le sue serate, non solo nella dovuta e attenta scelta dei brani da suonare, ma anche nell’abbigliamento con il quale sale in cattedra. Quindi spazio solo a giradischi e vinili per non perdere l’anima della musica. Attenzione però perchè quando suona Fish J, si va per ascoltare musica e non semplicemente per ballare o fare le sfilate di moda davanti agli altri. Fb: Dario Fish J Pesce.
Non dimenticate che Parola di Geco è anche una trasmissione radiofonica che va in onda sulla web radio www.radiocitytrieste.it ogni giovedì alle ore 13.00. Non mancate all'appuntamento.